Tempi difficili

Posted October 16

Giorno: 37

Distanza percorsa: 5.831 km

Soggetti ritrovati: 10

Finalmente, dopo un primo mese passato implacabilmente on the road, io e Moreno abbiamo modo di respirare un po' qui a Phuket, in Thailandia. Ma invece del rilassamento da spiaggia che speravamo, abbiamo trovato malattia, infortuni e la coda del monsone thailandese.

Siamo arrivati qui ​​durante il Festival dei Nove Imperatori, conosciuto anche come il Festival Vegetariano: una celebrazione sorprendente non tanto per per la sua cucina quanto per le centinaia di medium spirituali che incarnano le divinità attraverso la possessione e si sottopongono inesausti a pratiche tanto dolorose quanto creative.

Per nove intensi giorni, i medium camminano sui carboni ardenti, fanno il bagno nell'olio bollente, salgono scale fatte di lame affilatissime, si lacerano con coltelli e asce, fanno esplodere catene di petardi contro la pelle nuda, e si fanno trafiggere le guance e il volto con ogni sorta di oggetti insoliti.


Nel 2009 (o 2552 secondo il calendario locale) vivevo qui a Phuket, gestivo un business di abbigliamento sportivo personalizzato e sperimentavo la fotografia di moda. Al Festival dei Nove Imperatori quattro anni fa ho fotografato quest'uomo, con le guance trafitte da aste di metallo. Siamo tornati a cercarlo, raccogliere le credenze che riposano dietro i festeggiamenti.

Sono passati sei giorni da quando siamo arrivati ​​qui. Il festival è finito da qualche giorno, e non abbiamo ancora trovato il nostro uomo. Come al solito, abbiamo ricevuto informazioni selvaggiamente contrastanti. Alcuni dicono che è un uomo del posto e che ha frequentato i templi ed è stato posseduto durante questa edizione del festival. Altri dicono che viene da un'altra regione della Thailandia, e non ha potuto partecipare quest'anno per motivi economici. Il suo nome può o può non essere Tay.

Ogni anno decine di persone rimangono ferite, o addirittura uccise, dalla grande quantità di esplosivi che deflagrano nelle strade e nei templi durante il festival. Quest'anno sono arrivato molto vicino a perdere un occhio: sono stato colpito in faccia da un frammento di un petardo scoppiato.

Ci stiamo prendendo un paio di giorni qui per raccogliere le forze e montare il primo di una serie di cortometraggi sulla nostra ricerca che condivideremo presto online. Dopo di che ci spingeremo più a nord, per iniziare un altro mese intenso in Birmania.

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