Incontra Itueh

Posted October 30

Giorno: 51

Distanza coperta: 8.272 km

Soggetti ritrovati: 12

A volte cerchiamo per giorni e torniamo a mani vuote. Oggi invece il nostro soggetto ci ha trovati ancora prima di cominciare.


Quasi cinque anni fa, mio fratello ed io abbiamo visitato un piccolo villaggio nella Birmania centrale. Abbiamo trascorso una giornata in compagnia di alcune giovani ragazze locali che ci hanno mostrato il tempio del loro villaggio, la scuola elementare, le loro case e famiglie. Alla fine della giornata, hanno trascritto il loro nome in alfabeto inglese nella parte posteriore della mia guida: Than Than, Zin Zin, Moe Moe, Win Win, e Moenwe.

Avevo scattato una fotografia ad una delle ragazze: era Zin Zin, credevo. Moreno ed io oggi siamo andati in cerca di lei.

Prima ancora che entrassimo nel villaggio, siamo stati avvicinati da una ragazza che vendeva collane di giada. Il suo viso sembrava molto familiare. Era forse la ragazza che stavamo cercando?

Le ho chiesto il suo nome.

«Itueh» ha detto.

No, non poteva essere lei, il suo nome non era sulla lista.

«Mostrale la foto», ha detto Moreno, così le ho mostrato il ritratto.

«Conosci questa ragazza?» Ho chiesto. «Il suo nome è Zin Zin».

Lei ha riso e ha indicato un'altra ragazza in piedi vicino a lei.

«Lei è Zin Zin» ha detto.

«Non può essere» ho detto, «non sembra affatto lei».

La ragazza misteriosa ha indicato la fotografia.

«Questa sono io».

Ero perplesso, così le ho mostrato la guida. Zin Zin è venuta a vedere, con Than Than e Moenwe, che per caso erano in piedi a pochi metri di distanza.

«Il tuo nome non c'è qui» ho detto alla ragazza misteriosa ripassando di nuovo la lista.

Allora lei ha sottolineato un sesto nome, sotto tutti gli altri, scritto in birmano.

«Itueh» ha detto sorridendo.

Ho comprato la collana.

Devo ammettere che sono stato un fotografo molto riluttante nel corso delle ultime sette settimane.

Quando è iniziato The Human, Earth Project erano due anni che non scattavo un ritratto, né mi importava ricominciare. Gli amici mi hanno detto che mi sarei sentito in modo diverso una volta arrivato in Asia, con una macchina fotografica nuova di zecca nelle mie mani, ma non l'ho fatto.

Negli ultimi 50 giorni ho visto migliaia di visi meravigliosi e li ho lasciati passare, scattando solo i ritratti necessari per il progetto.

Fino ad oggi.

In Birmania il sud-est asiatico si fonde con il subcontinente indiano, dando vita ad alcune dei volti più belli che abbia mai visto, e una delle culture più accoglienti che abbia mai avuto il piacere di incontrare. Qui, cinque anni fa, il mio interesse per il ritratto fotografico è diventato una vera passione. Ecco come tutto ha avuto inizio e, ancora una volta, la Birmania sta avendo il suo effetto magico su di me...






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