Incontra Nga San

Posted November 12

Giorno: 63

Distanza percorsa: 9.029 km

Soggetti ritrovati: 24

Torniamo a rompere il silenzio, e abbiamo moltissime cose da dirvi.

Io e Moreno abbiamo trascorso le ultime due settimane camminando fra villaggi di minoranze locali cercando i nostri ultimi soggetti in Birmania. Abbiamo attraversato cali di corrente, mancanza di eqipaggiamento, piogge monsoniche, mala informazione, visti in rapida scadenza e incontri con polizia, esercito e ufficiali dell’immigrazione.

È stata la fase più intensa (e più intensamente riuscita) del progetto registrata finora, e abbiamo parecchie nuove storie e fotografie da condividere con voi. Nei giorni e nelle settimane a venire avremo un’agenda ricca di post retrodatati, mentre faremo del nostro meglio per rimetterci in carreggiata.


Il primo soggetto che siamo andati a cercare è anche il primo della collezione di ritratti: il giovane novizio dell’immagine di The Human, Earth Project, il cui occhio appare anche nel logo.

Si chiama Nga San, e ora lavora come contadino nella terra di suo padre, a venti minuti di cammino dal monastero dove in passato ha servito come novizio. I suoi genitori sono divorziati, fatto sorprendente, e i suoi tre fratelli vivono con la madre nel suo villaggio, a due ore di distanza.

Inoltre, è stato chiaro fin da subito che Nga San è una persona gentile e di cuore. Non era un’osservazione che richiedesse l’intervento di interpreti.

Incontrandolo, ho realizzato che tutti i soggetti che abbiamo ritrovato finora mi avevano colpito per essere delle buone persone. È perché ero io a cercare del buono in loro? O forse tutti quanti avevano offerto il loro lato migliore di fronte alla macchina fotografica, godendo il loro momento di gloria?

O forse succede che il buono delle persone emerge non appena si trascorre un po’ di tempo con loro, facendo un po’ di attenzione a quello che hanno da dire?

...

Io e Moreno abbiamo qualche cosa da mostrarvi in questi giorni di pioggia. Siamo stati molto occupati a ripensare il sito affinché riflettesse lo sviluppo di The Human, Earth Project, con una crescente attenzione al traffico di esseri umani. Quindi, se non l’avete fatto di recente, potete visitare la nuova versione del sito www.humanearth.net (i nuovi contenuti sono disponibili attualmente in inglese, italiano e spagnolo).

Il nuovo sito è solo il primo dei molti cambiamenti che abbiamo pensato per The Human, Earth Project nei prossimi mesi. Ci piacerebbe sentire i vostri commenti e i vostri giudizi, soprattutto nei confronti del blog. A volte racconto storie di ampio respiro, altre volte mi soffermo sui dettagli. Alcuni sono riflessioni personali, altri toccano tematiche sociali e politiche.

Cosa funziona secondo voi? Che cosa non funziona? Vorreste sapere di più sulla ricerca, sulle persone che incontriamo, sul mondo che le circonda?

Fatemelo sapere cliccando qui!

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