E' per questo che lottiamo

Posted May 26

Giorno: 259

Distanza percorsa: 34.063 km

Soggetti ritrovati: 74

Usando gli strumenti che abbiamo e le informazioni che lei è stata in grado di darci, io e Moreno abbiamo localizzato la zona della Cina in cui al momento vive M. Si tratta di una località molto piccola per gli standard cinesi, ma comunque lei non è che una fra 9 milioni di abitanti qui.

Siamo arrivati ​​venerdì notte, dopo un viaggio via terra di 30 ore e più di 2.000 km, e abbiamo perso ogni contatto con M per le 36 ore successive all'arrivo.

Alla fine il silenzio è stato rotto da un messaggio di testo. Dal momento che M ha una bassa conoscenza dell’inglese e poca dimestichezza con la tecnologia, c'è tutto un lavoro da fare per decifrare i suoi messaggi, e un:

i so sorrng vey i can now to misw you

significa:

I’m so sorry Ben, I cannot meet you.

Due giorni prima, M aveva detto a suo "marito" che un amico dall'Australia sarebbe venuto a farle visita. In un impeto di rabbia, il "marito" ha spezzato una delle sue carte SIM e ha minacciato di rompere il suo telefono. Sua madre ha svuotato le tasche di M prendendo il denaro che aveva, e M è stata tenuta in casa, sorvegliata dalla famiglia.

M mi ha chiamato appena ha potuto. Abbiamo parlato per 78 minuti, la nostra conversazione più lunga di sempre, e ho capito molto circa la sua situazione. Inutile dire che non è buona, e che lei ha molta voglia di incontrarmi.

Questa è stata la prima di una serie di una decina chiamate con M negli ultimi due giorni. La comunicazione si è interrotta bruscamente questo pomeriggio, quando suo "marito" ha minacciato di requisire il suo telefono e cambiarne il numero.

È stata una serie di conversazioni estremamente illuminante, anche se triste, di cui condividerò maggiori dettagli nei prossimi giorni. Alcuni espatriati che vivono in città ci hanno aiutati con le loro conoscenze e competenze linguistiche, ma sarà estremamente difficile organizzare un incontro con M in persona, dal momento che suo "marito" ha stabilito che questo non avrà luogo.

Oggi M mi ha inviato sette fotografie di lei, di suo "marito" e della loro bambina. Era la prima volta che vedevo una fotografia di M da tre anni. Le fotografie non possono essere condivise in pubblico, ma consegnate alla sua famiglia in Vietnam.

Quando però le ho detto che anche i suoi altri amici vorrebbero molto vederla, mi ha dato il permesso di condividere una delle fotografie sulla sua pagina Facebook. Chi la conosce personalmente, può vedere lì l'immagine di M e del suo bambino.

Spero di parlare di nuovo con M nei prossimi giorni. Nel frattempo, ascolto i Decemberists:

When we die, we will die with our arms unbound; this is why, this is why we fight

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Jellybaby