Incontra M

Posted May 31

Giorno: 264

Distanza percorsa: 34.173 km

Soggetti ritrovati: 75!

Nel 2010 ho vissuto in un paese tra le nebbiose montagne del Vietnam del Nord. Molte ragazze Hmong venivano in città dai villaggi circostanti per vendere ai turisti escursioni e prodotti artigianali.

A pochi passi dall’hotel in cui vivevo, c’era un angolo di strada dove spesso si radunava un gruppo particolare di quelle ragazze. Ho parlato con loro regolarmente nelle mie frequenti passeggiate in città, e siamo presto diventati amici.

Una di loro in particolare aveva attirato la mia attenzione, una piccolina prepotente con un acuto senso dell’umorismo, un grande cuore e un sorriso magico. La chiamiamo M; alcuni di voi la conoscono già.

Nel 2011, almeno tre ragazze di quel gruppo sono state rapite, portate attraverso il confine e vendute come mogli in Cina. Una è stata salvata dopo soli sei mesi, mentre M e P non sono più state riviste. Avevano sedici anni.

Nel 2012, mentre mi trovavo dall’altra parte del mondo, ho deciso di tornare in Asia per scoprire cosa fosse successo a M. Nel 2013, dopo aver finalmente raccolto i fondi necessari, il desiderio è diventato realtà. Alla ricerca si è unito, come cameraman, l’italiano Moreno Paulon.

Nella prima settimana del 2014 M è riuscita a contattare la sua famiglia in Vietnam per la prima volta in due anni e mezzo, ed io e Moreno abbiamo deciso di seguire la scia delle sue briciole.

Un mese fa siamo riusciti a individuare e incontrare P nel sud della Cina. Lei ci ha dato il numero di telefono cinese di M e abbiamo iniziato a rintracciare la sua posizione.

Era chiaro che un incontro con M sarebbe stato molto più difficile da organizzare, vista la violenza possessiva del suo "marito" locale (appoggiato dal padre di M in Vietnam), consapevole della nostra presenza e determinato ad impedirci di vederla.

Io e Moreno siamo arrivati ​​nell’area otto giorni fa. E’ stata una lunga, strana settimana trascorsa nella tana di un piccolo albergo vicino alla stazione ferroviaria, con una serie infinita di telefonate a M e P. Ci sono state lacrime e risate, discussioni sul passato, il presente e il futuro.

Questa settimana abbiamo ricevuto una grande quantità di informazioni sul rapimento di M e sulla sua vendita, sulla sua condizione attuale, i suoi pensieri e sentimenti sull’importante decisione di vita che si trova ad affrontare: restare in Cina con la sua bambina o tornare a casa da sola.

Ci sono stati alti e bassi, ma quando si trattava di organizzare un incontro, il messaggio era sempre lo stesso: M voleva vedermi di nuovo, ma era certa che sarebbe stato impossibile.

Io e Moreno eravamo determinati a raggiungere l’impossibile. Ci sono poche cose al mondo più testarde di noi due, ma ci sono momenti in cui anche noi ci scontriamo con i nostri limiti.

Ieri sera, abbiamo riunito un gruppo di asiatici, europei e americani espatriati che vivono nella zona. Alcune di loro erano disposte a recitare come nostre partner, per placare la folle gelosia del "marito" di M.

Ho dovuto dire loro che probabilmente io e Moreno non avremmo incontrato M, per ragioni di sicurezza. Era frustrante essere arrivati così vicino e dovercene andare senza aver raggiunto il nostro obiettivo, ma era la decisione giusta, e avevamo fatto tutto quello che si poteva fare.

Questa mattina, tutto è cambiato. M ci ha sorpreso con la notizia che avremmo potuto incontrarla con un riluttante benestare del marito. Dopo aver sperato nell’impossibile, io e Moreno non ce lo siamo fatti dire due volte: eravamo già lì.

Nei miei ricordi M era associata ad un luogo ed un tempo molto precisi, un particolarissimo angolo di strada in una nebbiosa città di montagna. Oggi l’abbiamo incontrata ad un altro angolo di strada, in un luogo piatto e brutto, con un caldo soffocante a 39 gradi e un vento impetuoso.

Molte cose sono cambiate negli ultimi quattro anni. M ora ha una bambina e non indossa il suo abito tradizionale Hmong, ma quel sorriso magico è sempre lo stesso. Faremo il possibile per riportarla a casa, ai luoghi cui appartiene.

Quel sorriso è contagioso, e l’ho portando con me per tutta la sera. Spero che possa contagiare anche voi, mandiamolo in giro per il mondo.

Speriamo di incontrare ancora M domani per aiutarla a impostare la casella e-mail del suo telefono, in modo che lei possa contattare il Vietnam e il resto del mondo direttamente.

Dice il proverbio: Datemi la serenità di accettare ciò che non posso cambiare, il coraggio per cambiare ciò che posso, e la saggezza per distinguere la differenza.

Io dico: Con un po’ meno saggezza e un po’ più di coraggio possiamo cambiare il mondo.

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