Fortuna e perseveranza

Posted June 04

L’incontro di sabato è stato dolceamaro per M.

È stato il suo primo contatto con un mondo che pensava l’avesse dimenticata, un mondo che ricorda ancora ma che non può più raggiungere.

Solo più tardi abbiamo saputo che il gelosissimo "marito" di M la stava aspettando e controlando dietro l’angolo. Mi ha chiamato la sera stessa, in lacrime, perché era stata rimproverata dal suocero per aver portato la bambina fuori di casa.

Il ruolo di M in Cina è semplicemente quello di sfornare bambini. Ogni giorni, racconta, i suoceri le chiedono di fare un altro figlio, perché vogliono un maschio. M non vuole altri figli cinesi, ma non ha voce in capitolo.

Nei due giorni successivi io e Moreno abbiamo aspettato fra tentativi frustrati di organizzare un secondo incontro. In vita mia non ho mai speso così tanto tempo e denaro dietro ad un telefono cellulare come nelle scorse due settimane.

"Fortuna e perseveranza" è il motto che io e Moreno abbiamo fatto nostro in questi nove mesi. Si è dimostrato utile, e ci ha guidati nei momenti più difficili. Il terzo giorno dopo il nostro incontro, quando le nostre possibilità sembravano minime, abbiamo avuto una seconda opportunità di vedere M.

Questa volta, abbiamo potuto trascorrere ben venti minuti insieme, senza sua figlia. Ci siamo seduti e abbiamo parlato du tutto e niente, un piccolo piacere che le è stato negato negli ultimi tre anni, e un diversivo ben accetto nei giorni infiniti passati chiusa in casa da sola a badare alla bambina.

Ho spiegato a M che possiamo aiutarla a tornare, e che vogliamo usare la loro storia per aiutare altre ragazze in pericolo. Abbiamo guardato insieme alcune parti del DVD del suo matrimonio, e anche incrociato suo "marito".

Che cosa farà M, resterà in Cina come sforna­bambini o pretenderà di avere indietro la sua vita in Vietnam? La domanda non è facile come sembra. C’è ancora molto da prendere in considerazione, e ancora molte sfide davanti.

Per ora, io e Moreno abbiamo davanti un lungo viaggio. Siamo diretti verso la Cina tibetana, usando il poco tempo che rimane per cercare gli ultimi nove soggetti da questo lato dell’Himalaya. 

Negli ultimi giorni M è stata molto incoraggiata dalle registrazioni audio che amici e sconosciuti le hanno inviatoda tutto il mondo, e vorrei ringraziare chi di voi si è preso del tempo per questo.

Ieri la storia di M è stata condivisa da Walk Free, un movimento globale contro la schiavitù con oltre 4.7 milioni di seguaci su Facebook, e il nostro sito web si è impennato da allora. Cercheremo una maggiore esposizione nelle prossime settimane, più persone conosceranno l’orrore del traffico di esseri umani, più vicini saremo alla sua fine.

Tutto ciò che ci serve è fortuna e perseveranza.

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