Lieto fine

Posted June 07

Giorno: 271

Distanza percorsa: 36.706 km

Soggetti ritrovati: 75

M ora è più sola che mai.

Suo "marito" non la lascia uscire di casa, dice, mentre lui ci ritorna solo per necessittà.

M sospetta che si veda con un’altra: non torna per pranzo, passa da casa di fretta la sera per vestirsi bene, esce e spegne il suo telefono cellulare, dice.

Lei non sembra sapere come affontare il rifiuto di un "marito" che per prima non ha mai voluto.

Nel mentre, io e Moreno abbiamo appena raggiunto il plateau tibetano, e una delle città più alte del mondo, a circa 4.000 metri d’altitudine. Ci siamo fatti candidati perfetti per il mal di montagna, avendo risalito più di 3.500 metri in sole 26 ore.

(Ancora nessun sintomo!)

Malgrado i dubbi di ieri, siamo riusciti a completare il viaggio di oggi perdendo sonno e spendendo più soldi. Abbiamo iniziato immediatamente la ricerca dei nove soggetti che ho

fotografato nella piccola città tibetana e intorno ad essa quattro anni fa.

Moreno l’ha definita la nostra "peggior ricerca in assoluto", e a ragione.

Il livello di comprensione dell’inglese qui è davvero vicino allo zero. Il nostro livello di tibetano, inutile dirlo, è anche più scarso. Se non altro io e Moreno siamo riusciti a rimediare una trascrizione in cinese e tibetano di ciò che stiamo facendo, ma solo per scoprire poco dopo che appena una manciata di persone in città non sono analfabete e possono leggerlo.

Infine siamo riusciti ad ottenere alcune informazioni sui soggetti che siamo venuti a cercare, ma tutt’altro che buone...

Una era data per morta (mimando il sonno e indicando il cielo).

Altri tre sono stati identificati come nomadi, attualmente in alta montagna per due mesi in cerca del costoso "fungo del bruco" (altrimenti detto "il Viagra dell’Himalaya").

Anche uno dei monaci novizi, ci è stato detto, sarà in alta montagna in cerca di erbe medicinali per i prossimi 20 giorni. Quando siamo andati al monastero per avere maggiori informazioni, non abbiamo trovato nessun monaco, ma un cantiere in una voragine aperta nella terra.

Anche altri due sembravano essere nomadi, probabilmente fuori portata da qualche parte fra i monti.

Sui due soggetti rimanenti, non avevamo proprio alcun indizio.

Per tutto il giorno il tempo ha oscillato fra un sole ardente e una pioggia a catinelle, fino a scatenarsi in lampi, tuoni e grandine a fine giornata.

Ora tutto sembra sottosopra.

The Human, Earth Project è iniziato con l’obiettivo di trovare M, e riportarla a casa dala sua famiglia. Ci ho sempre sperato, ma non mi sarei mai aspettato realisticamente di ritrovarla. Mi sarei asoettato vicoli ciechi, espulsioni, persino la prigione, ma non questo.

Altri novantanove soggetti sono stati aggiunti perché la ricerca potesse essere un successo anche senza M.

Ora che l’abbiamo ritrovata, è difficile concentrarsi sugli altri novantanove. Sembra sbagliato lasciarla sola, anche se so che non c’è nient’altro che possiamo fare ora. I suoi problemi non saranno risolti facilmente o brevemente, e io ho fatto le mie promesse.

Mentre concludiamo la ricerca, io e Moreno indagheremo tutte le possibilità per il futuro di M.

Tutto questo avrà un lieto fine.

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